Oggi vi racconteremo una favola, una favola del mondo contemporaneo. Una favola che ha come sfondo il mondo calcistico, una favola dove, purtroppo, non ci sarà un lieto fine.
"C'era una volta, non molto tempo fa, un gruppo di ragazzi che il 6 settembre 2018 decise, all'interno di quelle quattro mura di un bar di paese, di formare una squadra di calcio, i cui valori sarebbero stati portati sul campo da gioco come sacri, indiscutibili, eterni. I baldi giovani scelsero i propri colori sociali, il loro stemma, ma soprattutto decisero che da quel momento, quella squadra avrebbe rappresentato la loro voglia di rivalsa, di lotta alle istituzioni socio-calcistiche che continuamente li opprimevano. Parte la loro avventura, senza nemmeno un campo da calcio. Ma questo, a loro non importava. I loro ideali erano forti, i loro obiettivi ben scolpiti nelle proprie menti: con sacrificio e caparbietà riescono ad iscriversi al campionato della loro zona, e a conseguire discreti risultati durante il loro primo anno di attività. Questi piccoli, ma allo stesso tempo enormi traguardi, avrebbero potuto rappresentare l'inizio di un grande ciclo, di una storia ricca di successi, sia a livello calcistico, sia a livello sociale. Dopo un voluto silenzio "mediatico", la squadra di questi ragazzi è riuscita a mettere a segno qualche colpo di mercato rinforzando, almeno sulla carta, la rosa dei giocatori. Ha inizio una nuova stagione, una stagione che a detta di tutti avrebbe regalato molte emozioni: non sarà così. Dopo un inizio col botto, la squadra arranca. Risultati disastrosi, poca voglia, poca costanza. Termina il girone di andata con soli 15 punti, e tanta, tanta amarezza. La favola si conclude così, con la squadra di questi baldi giovani ormai alla sfascio".
Perché raccontarvi questa piccola storia? Saremo ripetitivi, è vero. Ma le prestazioni e l'evolversi della situazione societaria ci sta distruggendo. Siamo nati con l'Unione, siamo nati per l'Unione. Il nostro entusiasmo sta svanendo, ma non perché non teniamo alla nostra squadra: il continuo atteggiamento di totale menefreghismo, che la squadra continuamente mostra difronte alla loro "missione", ci sta distruggendo. Un gruppo distrutto: ricordiamo l'affiatamento dell'anno passato, oggi un mero e indelebile ricordo; ricordiamo la voglia, il riconoscersi nella maglia, nella squadra, nei colori, nei nostri colori! Oggi sono solo fantasie che circolano nei nostri cuori. Non comprendiamo il perché di questa involuzione... Il battibeccarsi continuamente uno contro l'altro, senza mai incitare il compagno, senza dargli una pacca sulla spalla per incoraggiarlo... Che squadra di calcio è? Che squadra di calcio è un gruppo di persone dove ognuno si erge a migliore elemento dello spogliatoio? Che squadra di calcio è una compagine dove ogni singolo ragazzo racconta delle proprie gesta esaltandole, inconsapevoli del fatto che sugli spalti la partita l'abbiamo vista, e che quei fatti risultano essere "favole" della domenica. In una squadra di calcio questo non dovrebbe succedere... Dei problemi societari se ne discute negli spogliatoi, faccia a faccia, ci si sfoga col compagno, ci si incoraggia; non se ne parla al bar davanti alle altre persone, cazzo! Siamo senza parole, stiamo perdendo l'entusiasmo...
È per questo, che da questo momento noi della pagina Instagram e del blog targato Unione 2018 andremo in sciopero, fino al conseguimento di nuovi ed ottimi risultati da parte della squadra. Vi terremo aggiornati sui risultati, ma senza alcuna descrizione, senza alcun dettaglio. Speriamo un giorno di poter raccontare un finale diverso per questa favola. A presto (si spera), wolves!
"Forza Unione, noi ti vogliamo campione".
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